Manuale di Prostituzione Intellectuale

Il libro che nessun giornalista sportivo ti farebbe leggere
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Collettivo Bauscia

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Il “Collettivo Bauscia” è un gruppo di blogger interisti, sorto il 3 marzo 2009, appena dopo (o appena prima??) la conferenza stampa di José Mourinho, con l’intento di scrivere un libro che dimostrasse come la “prostituzione intellectuale” di molti media calcistici non fosse soltanto un’invenzione del mister portoghese. Dopo tante peripezie, alla fine sono riusciti a finire il loro lavoro, ma a quel punto mancava una cosa fondamentale: l’editore. Dopo che alcune case editrici hanno rifiutato il manoscritto (molte  delle quali perché non sarebbero riuscite a pubblicare il lilbro in tempi brevi) è arrivata la Mursia nella persona di Cristina Bonecchi che ci ha dato la bellissima notizia: il libro sarebbe uscito. Tutto quel che riguarda il libro lo potrete trovare nella sezione apposita.

I componenti del Collettivo

Watchdogs (Gabriele) è il più vecchio del gruppo, a metà degli anni Settanta fece scalpore il duello tra il padre juventino e lo zio interista per stabilire di quale squadra dovesse fare il tifo. Vinse fortunatamente lo zio, il lato negativo della cosa è che oggi, quando sente al telefono papà Antonio (che vive a 600 km da lui) deve sorbirsi la tiritera GuidoRossiTronchettiScudettodicartoneRiscaldamentoGlobale ecc. Però gli vuole bene lo stesso. Dopo 17 anni senza vittorie (in campionato, se tre Coppe UEFA vi sembran poche) l’Inter ha iniziato il suo ciclo vincente mentre lui si è trasferito a Rosiconia, e questo un po’ gli spiace… ma va bene lo stesso! Al paese di origine (Broni, in Oltrepo pavese) lo conoscono ancora tutti come Kalle.

Luis Suarez (Marco), interista integralista, è l’Igor dei Ghostbusters sulla Hollywood Boulevard.

MrSarasa (Andrea): fino a scoprire l’universo interista in internet, grazie all’amico e compagno di tifo Luis, Sarasa era una persona abbastanza seria, le sue incursioni in rete si limitavano ad invettive contro la politica italiana e rudimentali montaggi con Paint. Lo è tuttora, solo che ha trovato molti soggetti che condividono passioni ed ansie legate alla squadra del cuore, e non pochi momenti di svago. Ringrazia chi, tra codesti soggetti, lo ha indotto ad aprire in tandem un blog calcistico, dove compatibilmente con impegni lavorativi e di studio (mamma, papà, D.G., questa è per voi…) di tanto in tanto scrive qualcosa sull’Inter, con la costante domanda “ma chissà chi leggerà ste righe…”. Non ringrazierà mai abbastanza la zia che vent’anni fa fu più convincente degli amici milanisti, nè il padre che non ha mai provato seriamente a farlo diventare gobbo. Di formazione economico-giuridica, trova perfettamente coerente con tale percorso la sua passione per il trash, degnamente rappresentato in molte trasmissioni da autentici casi umani.

SNIS (Luca): Chi è SNIS? Solo il fatto che questo nickname sia l’acronimo di “Sempre Nerazzurro Io Sarò” dovrebbe già far capire molte cose. Perché in fondo è una persona normale (forse…) e tranquilla, ma non riesce a rimanere tale in prossimità delle partite dell’Inter. Infatti, in quei momenti, il Mr. Hide-nerazzurro che c’è in lui viene fuori, incontrollabile, decidendo che, nonostante i mille e passa km da percorrere tra andata e ritorno, è arrivata l’ora di salire su un auto o su un pullman insieme ad altri “malati” e far rotta verso lo stadio di S.Siro, in qualsiasi stagione dell’anno e qualunque sia l’avversario di turno. A seconda delle situazioni la destinazione può variare, perché al suo alter-ego a volte viene in mente la brillante idea di andare anche in trasferta. È come un richiamo al quale è impossibile resistere e, quando per cause di forza maggiore non riesce ad assecondarlo, fa si che, dopo essersi posizionato davanti alla tv, per un paio d’ore si trasformi in un squilibrato, per poi tornare normale a fine match. Solo in quella fatidica settimana pre Parma-Inter, di cui troverete il racconto nel capitolo “Par Condicio”, lo stato di trance si è protratto per tutti i 7 giorni e a tal proposito Luca approfitta di questo spazio per ringraziare chi con lui ha condiviso, in un modo o nell’altro, le sue speranze, paure e preoccupazioni: tutti gli amici di trasferta, tra cui Cristina, Massimo, Francesca, Matteo, Pasquale, Paolo, Sara, Andrea, Valentina (che voleva andare a Parma nonostante i divieti), Marco (che a Parma è andato comunque), la “Benfy”, Enzino e tutti quelli che sicuramente ha dimenticato. Un ringraziamento particolare alla famiglia e una dedica speciale a chi oggi non è più qui con lui a condividere la soddisfazione di veder pubblicato un suo piccolo spaccato di vita e le gioie delle vittorie nerazzurre: un bacione sorellina!

ADV (Alberto) è nato dopo una gestazione di dieci mesi, è stato l’ultimo a mandare il suo capitolo (l’ultimo), per cui non poteva che essere l’unico a non avere ancora scritto il suo profilo… ADV, ci sei? Ehehe… Ecco, Alberto ha prodotto un papello che, se arrivate alla fine, avete diritto a un lecca lecca mezzo usato:

Dopo anni e anni di fiamme e fuoco su internet, con qualche “puntata” seria, su newsgroup, blog e cazzi vari, ADV decide di abbandonare ogni velleità rivoluzionaria virtuale e comincia a fare il serio, cominciando dall’abbandonare ogni nick usato in precedenza, ogni maschera, per indossare il suo vero nome, le cui iniziali formano il suo attuale “nick” (dovuto agli amici di IoStoConMancini): ADV. Scrive per passione talmente appassionata da dimenticarsi che esistono limiti, esigenze, paletti: gli basta partorire parole per essere felice. Parole con le quali ha un rapporto di amore/odio, perché sa benissimo che sono comunque l’approssimazione estrema di un grumo di pensieri stupendi che egli stesso non ha ancora né capito né individuato. Un modo carino per dire che non sa quello che scrive, insomma.
La sua vera passione sono le poesie, ne ha scritte decine di trilioni (non è vero). Lui dice che la poesia è come la donna che sposerà… in grado, cioè, di amarlo ma di tenerlo a bada, di farsi amare, darsi e farsi cercare al tempo stesso, di dargli una direzione, di farlo sognare entro i binari della normalità, di imbrigliarlo in una dimensione umana definita, di “volare coi piedi per terra”: la poesia non prevede di essere prolissi (si dice ami particolarmente i sonetti), ecco perché gli piace scriverne.
Oltre che di scrittura e di lettura, è un appassionato di chitarra, soprattutto acustica, con la quale si esibisce di tanto in tanto (ha un atteggiamento un po’ snob a riguardo) a livello locale, convinto (e figurati…) di avere idee straordinarie ma di non avere il giusto materiale umano (egli compreso) per “sfondare”.
L’Inter? In una famiglia con due milanisti ed uno juventino sente, da giovanissimo, di avere bisogno di un mondo vero, poetico, qualcosa che gli comunichi piacere, forza e bellezza: cosa che né Milan né Juventus sono in grado di comunicargli. Si registrano due brevi parentesi dovute ad innamoramento sportivo precoce per due calciatori: l’Udinese di Zico (83) e la Roma di Falcao (84), già simpatizzante interista. Poi, con l’avventto di Kalle Rummenigge, scopre il suo vero amore senza più abbandonarlo, a parte il periodo dal 1999 al 2001 in cui aveva deciso di “finirla col calcio, tanto è tutto una merda” (non sapeva che ne avrebbe raccontato ampiamente qualche anno dopo…). Descrive l’Inter come la poesia: un mondo di sogno, vero, intenso, genuino, che alterna sofferenze a slanci emotivi verso l’alto.
I suoi miti (dei miti) nerazzurri: Facchetti, Berti, Zenga, Matthaeus, Rummenigge, Cambiasso.
Questa dovrebbe essere la presentazione più lunga: avevate dubbi?
Parentesi seria. Vorrei dedicare questo, come tutte le altre cose che ho fatto, a mia madre.
Un pensiero affettuoso a due amici, uno conosciuto e l’altro che avrebbe voluto conoscere: Carlo Berselli (a cui devo buona parte del mio “buon italiano scritto”) e Candido Cannavò, l’unico giornalista sportivo che ha fatto dell’onestà intellettuale uno stile di vita…
Un grazie sincero, pieno di stima e affetto, anche a chi mi ha permesso di parlare ampiamente di Inter e di avere un uditorio di rilievo e, di riflesso, per avermi messo in contatto con Gabriele: Simone Nicoletti, di www.iostoconmancini.com , e tutti gli amici ed i partecipanti della community.
(nella foto da sinistra: Watchdogs, Sarasa, ADV, Gianfelice Facchetti - ospite alla presentazione del libro - SNIS e LuisSuarez. Ringraziamo la Dott.ssa Galliani che ha scattato la foto:-) )

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