Le parole che non ti ho detto
A Milanello Bianco l’aria che si respira è sempre pulita. Nessun problema tra gli abitanti del centro sportivo, tutti amici veri, tutti legati alla società, tutti pronti a stimolare il proprio compagno di reparto nonostante sia un potenziale concorrente per una maglia da titolare.
La melliflua rappresentazione in teoria potrebbe essere turbata dalle parole dell’unico acquisto (oltre a Onyewu, sic) dell’estate, Klaas Huntelaar, che dal ritiro dell’Olanda afferma: “Degli attaccanti milanisti, Marco (Borriello, ndl) è sicuramente il meno conosciuto. E’ alla sua seconda stagione con il Milan, è un giocatore tutto sinistro. Se la cava di testa, ma dentro l’area non è particolarmente abile...”. Una considerazione non proprio in linea con i dettami del regime mediatico di Cologno Monzese.
In teoria, dicevamo, perché Sportmediaset presenta così la notizia. Del giudizio di Huntelaar sul collega di reparto neanche l’ombra. Nemmeno nell’articolo in cui si parla dell’infortunio (provvidenziale) di Borriello (“che lancia Huntelaar”, titola il sito). E se a rilasciare quelle dichiarazioni fosse stato uno tra Eto’o, Milito e Balotelli su uno dei suoi compagni d’attacco? Pagine e pagine di polemiche. Perché la Prostituzione Intellectuale consiste proprio nel trattare mediaticamente due casi uguali in maniera diversa. E i colleghi intellectuali della D’Addario (e di altre 29 ragazze) ormai sanno come accontentare il loro protettore.

Anche nel giorno della presentazione, con Ibra che conferma la sua presenza scegliendo la maglia n°10, le prostitute intellectuali non smettono di battere il marciapiede mediatico. Questa 
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